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 IL FONDATORE

 LA RANA D'ORO

 GRUPPO TEATRALE DELLA RANA BEONA

BREVE STORIA DEL GRUPPO

LE COMMEDIE

GLI ATTORI

L'ULTIMA COMMEDIA

 IL TEATRO VERNACOLARE DEL CHIANTI E' NATO ALLA FONTE DELLA TRADIZIONE

di Ferdinando Anichini



C'era bisogno di attingere al passato. Tuffarsi nella tradizione. Reincarnare usi e costumi dei nostri chiantigiani dell'Ottocento e del Novecento, perché ci si alimentasse ancora della vita semplice, primitiva, rustica e naturale com'è, nella sua essenza quella della campagna ricca di valori, priva di orpelli e per questo degna di essere vissuta.

Vale il detto di qualche sapiente, di oggi e di ieri, che chi non si nutre del passato, non solo non è partecipe del presente, ma rimane ai margini del futuro.

 

Per vivere la vita piena,completa, sostanziosa dobbiamo far tesoro dell'eredità dei nostri avi.Dobbiamo raccogliere i frutti del loro lavoro. Non disperdere un patrimonio di sacrifici e di esperienze, di modi di vivere e di concepire la vita, perché si possa fare un parallelismo tra il vissuto e l'attuale.

Ma per far questo occorre non dimenticare che prima di noi ci sono stati altri popoli, altre genti, altre civiltà, altri costumi, altre mentalità, ma con un fondo comune: l'amore per la terra, che ti ha dato le origini, e che ti ha forgiato il carattere e ti ha impresso lo stampo dell'epoca.

Così, con il fervore di riesumare il passato, di adoperarsi a non disperdere i valori della tradizione, a non ottenebrere la luce che ha illuminato i nostri vecchi sulla scia dell'esistenza, dovevano nascere i racconti della civiltà contadina. E come effetto immediato e conseguente dovevano profilarsi le commedie da rappresentare sulla scena.

E' giusto dire che, da qualche anno, a San Sano s'è formato un gruppo teatrale, detto della "RANA BEONA".Grazie alla buona volontà di tutti. Di chi scrive queste semplici note.

Dei giovani chiantigiani che si sono sobbarcati l'onere d'un buon carico di sacrifici, interpretando le parti di attori. Attori per hobby e non per professione, perché non c'è stato mai compenso, se non quello della soddisfazione morale, quando il pubblico ha acclamato per le loro prestazioni spontanee e generose, come sanno dare i chiantigiani, quelli nati in queste rocce e anche quelli che vi ci sono trasferiti, che al pari dei primi fanno a gara a fondersi nel nuovo ambiente per comprenderlo, conquistarlo ed arricchirlo.

E' il Chianti che non vuole rinunciare a dare la sua immagine al pubblico. Un'immagine non dei tempi attuali, ma del passato, di un'epoca che non ritorna, ma che il gruppo della Rana Beona vuol far rivivere sulla scena con le vicende e la storia dei padri, a giovani e vecchi, perché l'apprezzino e l'amino di più.

San Sano, 8/8/1991


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